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  • Immagine del redattoreAssociazione Culturale La palma e l'ulivo

ASSORO Borgo della cultura dello zolfo.


Nel cuore del Geopark Unesco un bel progetto di rigenerazione culturale e sociale finanziato dal PNRR


Si fa un gran parlare di PNRR per la giusta preoccupazione di non riuscire a utilizzare appieno le nuove opportunità di sviluppo del nostro Paese nate dalla grande tragedia della diffusione del COVID 19. Molto spesso sono polemiche politiche, più o meno strumentali, ma non si può negare che, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia soprattutto i Comuni si siano trovati in affanno per una grave preesistente carenza quantitativa e qualitativa di risorse umane.

Ci sono però tanti casi interessanti di progetti che hanno raggiunto il primo traguardo, quello dell’approvazione, e che sono in cammino per raggiungere il risultato previsto. In Sicilia, in provincia di Enna, il Comune di Assoro ha portato a casa un bel progetto, complesso e articolato, che punta alla rigenerazione culturale e sociale del tessuto urbano. Risultato raggiunto con la guida di un “Sindaco manager” ha messo insieme un partenariato importante di soggetti locali e regionali inseriti in reti di livello nazionale e internazionale come Civita Sicilia, la C.N.A. e la Pro Loco.

Assoro sta appollaiata sul Monte Stella a circa 800 metri di altitudine. Non è ancora chiaro se la sua fondazione fu opera dei Sicani, venuti dall'Africa o dei Siculi ma è certo che il villaggio esiste già verso la fine dell’Età del Bronzo. L’invidiabile posizione strategica la rese subito ambita preda per greci, romani e cartaginesi, poi fu conquistata dagli arabi, dai normanni, dagli svevi, dagli angioini e dagli aragonesi: un vero crocevia di popoli, di lingue, di culture. Dall’alto dell’antica acropoli lo sguardo si allarga sulla valle verso l’unica fascia basso-collinare della provincia di Enna. Sul fondo scorre più o meno regolarmente il fiume Dittaino, mentre il Chrysas dei greci più tardi battezzato dagli arabi Wādī al-tīn, "Fiume d'argilla" ne divide il territorio da quello di Leonforte in antico abitato su colline a monte dell’attuale insediamento.



Lo scenografico parco urbano, realizzato in cima al colle, comprende i resti dell’acropoli, alcune antiche sepolture e i ruderi del castello normanno a pianta quadrata con ambienti sotterranei scavati nella roccia. Il seicentesco complesso di Santa Maria del Gesù, domina l’abitato al di sotto dei ruderi e contiene pitture con testi in siciliano. La Chiesa Madre del XII sec. intitolata a San Leone, disposta a fronte di un ampio terrazzo panoramico, ospita alcuni sepolcri monumentali e un prezioso crocifisso ligneo della bottega dei Gagini; un arco a tutto sesto la collega all’importante palazzo in stile catalano dei principi di Valguarnera. All’ingresso del cimitero la chiesa del Carmine custodisce un ricco sepolcro a sarcofago con sculture a tutto tondo.

Dall’alto dell’antica acropoli lo sguardo si allarga sulla valle verso l’unica fascia basso-collinare della provincia di Enna. Sul fondo scorre più o meno regolarmente il fiume Dittaino, il Chrysas dei greci più tardi battezzato dagli arabi Wādī al-tīn, "Fiume d'argilla". Questa disponibilità d’acqua, il suolo mediamente argilloso e il clima particolare concorrono fin dall’epoca greco-romana a rendere la Valle del Dittaino vocata alla produzione di frumento e di olio che in grande quantità veniva esportato via mare verso l’Egitto, la Siria e la Grecia, Dopo la conquista araba della Sicilia, l’area divenne il luogo di elezione per un ottimo grano duro.

Al paesaggio del grano, che aveva caratterizzato queste terre per due millenni, si sostituisce nel Settecento quello dello zolfo: cunicoli, calcare, colline di rosticci, ferrovie, forni, ma soprattutto la vita misera dei minatori e dei carusi, rappresentata con la straordinaria crudezza dal pittore Tomaselli, a fronte delle ricchezze assicurate agli antichi latifondisti.


“Onofrio Tomaselli, I carusi, collezione Civica Galleria d’Arte Moderna di Palermo

La città e la campagna divengono sempre più misere e assomigliano sempre di più ai sobborghi industriali inglesi descritti nei libri dei filantropi e dei socialisti. Le associazioni degli zolfatari sono all’avanguardia delle lotte sindacali negli anni tra la fine dell’Ottocento e il fascismo. Lo zolfo è soprattutto storia di sfruttamento umano e di progresso industriale e delle tecnologie che, alla fine, decreteranno la crisi e poi la scomparsa delle industrie siciliane. La recente capacità di sostituirlo con prodotti di sintesi, ne ha cancellato la centralità.

Il progetto di rigenerazione finanziato dal PNRR prevede un forte coinvolgimento della popolazione locale attraverso una raccolta di testimonianze e documenti forniti dagli abitanti stessi del borgo, che ripercorreranno la loro storia e, attraverso questa, la storia sociale ed economica di questa parte della Sicilia attraverso foto, aneddoti, racconti, riti, feste, ricette tradizionali, danze, canti, musiche. Queste testimonianze saranno parte di un allestimento multimediale di forte impatto emotivo nella Sala degli Scavi, presso il palazzo del Comune, dove una seconda installazione sarà dedicata alla scoperta virtuale di una discenderia, uno degli stretti passaggi aperti nel suolo dai minatori per raggiungere i giacimenti di zolfo.

Assoro è stato uno degli snodi principali del traffico che coinvolgeva, verso Termini Imerese, Licata e Catania, l’intero territorio: a ogni miniera corrispondeva una stazione di carico. La ferrovia raggiungeva ogni luogo e si realizzavano importanti opere ingegneresche che oggi restano mute testimonianze di un passato troppo vicino per essere dimenticato. Il progresso cancellerà molte di queste stazioni con il cambio dei percorsi, ma occorre conservarne la memoria fisica in una rete che colleghi centri urbani, luogo della residenza dei minatori come lo era stato per i jurnatari, miniere, sistemi di trasporto senza dimenticare che quelle stesse ferrovie sono state il mezzo principale dell’emigrazione.

Restano paesaggi desolati che riforestazioni tentano di addolcire, monumentali strutture dell’estrazione, decine di luoghi che sono di per sé musei, ma soprattutto la memoria individuale e collettiva delle associazioni degli zolfatari, che resistono e si rinnovano nelle comunità più legate alla vita dello zolfo, a Caltanissetta, Riesi, Calascibetta, Valguarnera, Centuripe e non ultima Assoro.

Da questa storia nasce l’idea guida del progetto di rigenerazione: caratterizzare Assoro come centro di promozione della storia e della cultura legate all’estrazione dello zolfo costruendo un’offerta di luoghi e di iniziative di qualità e garantendo una qualità complessiva del borgo che gli consenta di diventare meta di un turismo attento e responsabile, capace di apprezzare itinerari di scoperta di un passato poco noto.



Il nuovo logo di Assoro come “Borgo dello zolfo” infatti punta a brandizzare tutto il territorio in modo da restituire ai visitatori questa identità forte, creando un sistema di segni coerenti e coordinati che rimandino allo stesso messaggio, lo approfondiscano offrendone diverse interpretazioni e lo amplifichino.

All’inizio del percorso urbano sarà installato l’argano della miniera Zimbalia, come monumento e segno dell’importanza che l’attività estrattiva e la sua memoria hanno per Assoro.

Saranno inoltre realizzati interventi di arte pubblica sul tema dello zolfo in diversi punti del tessuto urbano, opere di street art che segneranno l’intero borgo di Assoro rendendo riconoscibili le idee guida del progetto e che, attraverso l’App Urban Art, potranno essere inserite in circuiti di visita di livello extra-regionale e anche internazionale.

Obiettivo finale del progetto è quello di costruire una offerta culturale che, partendo da un itinerario nel centro storico di Assoro, colleghi tutti i luoghi e i paesaggi segnati dall’attività estrattiva che si trovano nelle vicinanze di Assoro, primo tra tutti quello di Floristella il cui Ente gestore è partner del progetto.

Sono previste anche attività teatrali site specific con annesse residenze artistiche per compagnie di giovani, workshop.

Ma il vero obiettivo strategico dell’Amministrazione comunale e dei suoi partner è quello di creare le condizioni per accompagnare la nascita e i primi passi di una nuova imprenditoria, soprattutto giovanile e femminile, con percorsi di incubazione d’impresa prima e accelerazione poi, coerenti con la vocazione del borgo e con il tessuto imprenditoriale già esistente. In questo svolgerà un ruolo importante la C.N.A. di Enna che faciliterà la costruzione di rapporti con le imprese del territorio intorno ai nuovi servizi che si svilupperanno per la fruizione culturale e turistica di Assoro. Un primo collegamento sarà attivato con il Consorzio Together, promosso proprio da C.N.A. con un finanziamento della Società Rocca di Cerere Geopark. Quest’ultima partecipa al progetto con l’intento specifico di fornire una consulenza specialistica tecnico-scientifica per la tutela e la valorizzazione del patrimonio della cultura immateriale e, soprattutto, per trasferire l’approccio integrato e partecipativo di cui è portatrice per la creazione di un efficiente sistema di servizi innovativi sia culturali che turistici.


Redazione di Palma&Ulivo

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